Esistono differenze psicologiche tra Uomini e Donne ?

E’ una forzatura pensare che siamo uguali dal punto di vista psicologico?

Esistono delle differenze biologiche che determinano il comportamento nei due sessi ?

E’ un’utopia pensare di poter essere liberi di autodeterminarsi nella propria mascolinità o femminilità?

In questo articolo ti spiego cosa dice la scienza, quella vera, sulle differenze di genere.

Supponiamo che un ricercatore vi chieda di scrivere l’elenco delle caratteristiche peculiari di uomini e donne secondo i canoni della tradizione culturale. Credi che lo guarderesti con aria perplessa esclamando:

Che cosa intende? Ogni persona è un individuo unico, complesso, a volte persino contraddittorio: in ognuno dei due sessi c’è una varietà straordinaria di tratti di personalità che si incrociano anche con il contesto, la classe sociale, l’età, l’esperienza, il livello d’istruzione, la sessualità e il profilo etnico, dunque sarebbe inutile e insensato cercare di catalogare una complessità e una variabilità così ricche usando semplici stereotipi ?

“No, non è quello che fareste. Probabilmente prendereste in mano la matita e iniziereste a scrivere” (Fine, 2011).

Differenze psicologiche tra Uomini e Donne, le disparità derivano da differenze biologiche ?

Alcuni autori sostengono che uomini e donne siano dotati di cervelli differenti. Se così fosse sarebbe irrealistico aspettarsi che i due sessi possano avere valori, capacità, desideri, vite, comportamenti e trattamenti simili.

Le disparità ingiuste e terribili che osserviamo spesso nella società allora potrebbero essere un’inevitabile conseguenza di queste diversità.

Dovremmo smetterla insomma di scrutare con diffidenza la società, ci basterà guardare una risonanza magnetica del cervello per trovare una spiegazione alle disparità di genere.

Per fortuna le cose non stanno proprio così…

Gli effetti degli stereotipi nel determinare le differenze psicologiche tra Uomini e Donne.

Seguendo il riduzionismo biologico spesso ci dimentichiamo come la nostra psiche non sia un’entità isolata, racchiusa nel cervello, quanto invece una struttura di processi psicologici in comunicazione biunivoca con la cultura che ci circonda.

Processi sociali e biologici si intrecciano dunque in maniera interdipendente.

La Fine (Fine, 2011) e altri autori hanno dimostrato che quando l’ambiente mette l’accento sul genere sessuale, provoca ripercussioni sulla nostra mente, inducendoci a pensare e determinare noi stessi secondo il genere di appartenenza.

Dunque nella nostra mente gli stereotipi e le aspettative sociali acquistano maggior rilievo, finendo per modificare la percezione che abbiamo di noi stessi: alterano i nostri interessi, diminuiscono o rafforzano abilità.

Il risultato è che:

ci troviamo, involontariamente ed inconsciamente, a comportarci in un modo che asseconda gli stereotipi che hanno indotto quegli stessi comportamenti.

Il contesto sociale influenza chi siamo, il modo in cui pensiamo e ciò che facciamo, e questi nostri pensieri, atteggiamenti e comportamenti a loro volta diventano parte del contesto sociale.

Differenze psicologiche tra Uomini e Donne, il ruolo delle associazioni implicite.

Mi dirai:

 

Questo lo so, ma io non ci credo agli stereotipi e quindi non mi faccio influenzare...”

 

Gli studi invece ci dimostrano come gli stereotipi esercitano la loro influenza negativa anche se non li condividiamo razionalmente, ci influenzano in maniera inconscia.

Differenti test ed esperimenti hanno studiato le così dette “associazioni Implicite“, che spiegano come la nostra mente associa elementi caratteriali, sociali e professionali differenti a differenti stereotipi, senza che ce ne accorgiamo, e spesso in maniera contraria a quello che pensiamo razionalmente.

Un apposito Test dell’Associazione Implicita (IAT) ha dimostrato che risulta più facile associare parole come “individualista“, “competitivo“, di “successo” a nomi maschili; mentre quelli femminili sono più facilmente correlati a “interessato agli altri” e “disposto ad aiutare” (Grenwald & Poelhamn, 2009).

L’apprendimento di queste associazioni avviene senza consapevolezza: acquisiamo delle associazioni che sono presenti nell’ambiente esterno, anche se non le approviamo.

Se quasi sempre, nella quotidianità o in TV, è una donna a passare l’aspirapolvere sul tappeto è inevitabile che assimiliamo questo modello, indipendentemente da quello che razionalmente pensiamo. 

Al contrario semplici stimoli, come far leggere biografie di donne di successo o di potere prima di eseguire un test, permette mitigare o modificare la forza delle associazioni implicite. (Dasgupta & Asari, 2004).

Il “Priming”: come gli stereotipi modificano la nostra percezione e la nostra memoria nel determinare le differenze psicologiche tra Uomini e Donne.

Gli stereotipi sono in grado di attivare specifiche rappresentazioni o associazioni presenti nella memoria e influenzare così la nostra performance in un compito che andiamo ad eseguire. Tale fenomeno viene definito “Priming“.

In un esperimento con degli studenti veniva attivato il priming esplicitando lo stereotipo per cui i maschi sarebbero più bravi in matematica, mentre le ragazze nelle materie umanistiche. Poi i partecipanti venivano intervistati in merito al proprio rendimento nei due tipi materie. Le risposte all’ intervista sono state poi confrontate con le reali votazioni.

Indovina…

I maschi riferivano valori più alti delle proprie prestazioni in matematica e bassi nelle materie umanistiche, al contrario le ragazze ricordavano voti più alti nelle materie umanistiche e bassi in matematica (Chatard, Guimond & Selimbegovic, 2007).

Assurdo?

In questi anni neuroscienziati, opinionisti ed educatori hanno sprecato fiumi di carta per provare a spiegare l’origine di tali differenze, che in realtà sono indotte anche da quello che scrivono. Capendo l’influenza degli stereotipi diventa più facile spiegarsi come mai i due sessi presentino traiettorie di sviluppo professionale spesso diverse.

Per attivare gli effetti nefasti degli stereotipi è stato visto come sia sufficiente il barrare la casella Maschio o Femmina prima di eseguire un test o una prova; basta questo per modificare le prestazioni dei partecipanti.

Tutti questi stimoli, più o meno nascosti attivano quello stereotipo che viene definito Identità di genere (Sinclair, Harding & Lowery, 2006).

Così se somministriamo un test dicendo che misura l’empatia, i risultati delle donne saranno migliori di quelli degli uomini. Se invece lo stesso test viene presentato dicendo che misura genericamente la capacità di elaborare informazioni, maschi e femmine ottengono punteggi equivalenti (Koenig & Eagly, 2005).

Facendo credere a una mentefemminile” di essere “maschile”, tramite un esercizio di narrazione scritta, vedremo come le studentesse si attribuiranno punteggi più alti nelle abilità analitiche e più bassi in quelle emotive (Marx & Stapel, 2006).

Differenze psicologiche tra Uomini e Donne: Perfomance cognitive differenti ?

In ambito psicologico la differenza di genere più ampia si osserva nei test di rotazione mentale: circa il 75% dei soggetti che ottengono un risultato superiore alla media sono maschi. (Voyer, Voyer & Bryden, 1995).

Da qui non si scappa mi dirai…

Tuttavia, se alle donne veniva detto, mentendo, che il sesso femminile ha dei vantaggi genetici nell’eseguire questo tipo di test cognitivi, la differenza nelle performance di maschie e femmine spariva (Moè, 2008).

La Minaccia dello stereotipo

Quando una persona, solo per l’appartenere a un dato gruppo, rischia di essere influenzata negativamente nelle proprie performance, scelte o percezioni da uno stereotipo siamo davanti alla così detta Minaccia dello Stereotipo.

Come abbiamo visto, sono sufficienti stimoli minimi per attivare la minaccia dello stereotipo, e questo processo avviene inconsciamente, anche se non crediamo nella veridicità dello stereotipo in questione.

Innesco della minaccia dello stereotipo

Anzi spesso gli inneschi impercettibili sono più pericolosi di quelli manifesti. E’ sufficiente appartenere al genere in minoranza durante lo svolgimento di una prova, o aver visto spot pubblicitari che prendano in giro bonariamente il proprio genere, o avere coetanei o professori con atteggiamento sessista, perché lo stereotipo eserciti la sua influenza negativa (Nguyen & Ryan, 2008).

Mi potresti dire: 

“Io non solo non credo allo stereotipo, lo combatto !”

 

Niente da fare!

Cercare di reprimere razionalmente i pensieri e le profezie catastrofiche derivanti dallo stereotipo fa peggiorare ancora di più le performance cognitive, realizzando ciò che vorremo scongiurare.

Questo avviene perché per reprimere questi pensieri e ansie dobbiamo impegnare risorse mentali che invece servirebbero per il compito. Per di più, i pensieri repressi, in seguito finiscono per diventare iperaccessibili (Logel, 2009).

Quindi una volta attivata una minaccia da stereotipo, che può riguardare anche altri ambiti oltre al genere, entrambe le reazioni che possiamo avere, di lotta o di resa, si sono dimostrate ugualmente disastrose.

Dal promotion al preventing focus

Come abbiamo detto infatti dovremmo impiegare risorse cognitive per resistere alla profezia dello stereotipo. Questo stato, oltre al sovraccarico delle funzioni cognitive, può spingerci ad adottare un atteggiamento mirato a prevenire il fallimento, piuttosto che a ricercare il successo.

In termini tecnici si passa dal promotion al preventing focus. Tradotto: maggiore cautela, e prudenza, essere più conservativi e avere minor coraggio e libertà creativa, con il risultato di un calo del rendimento (Fine, 2011).

Differenze psicologiche tra Uomini e Donne: più si fa carriera più la minaccia dello stereotipo è forte.

Facendo carriera, man a mano che si scala la gerarchia sociale, la minaccia dello stereotipo si fa sentire sempre più forte. Questo succede perché quando una donna fa carriera in ambiti lavorativi ritenuti maschili, come la matematica o la gestione aziendale, perde progressivamente una protezione molto efficace dagli effetti degli stereotipi. Scarseggiano infatti sempre più i modelli femminili da guardare con ammirazione.

Differenze psicologiche tra Uomini e Donne, gli stereotipi modificano anche le scelte professionali

Non solo le prestazioni, ma anche le scelte professionali sono influenzate dagli stereotipi. Prima che si diffondesse l’idea dei Nerd, ad esempio, la programmazione informatica era svolta principalmente da donne. Per di più questa era considerata un’attività per la quale i talenti femminili erano ritenuti particolarmente appropriati.

In alcuni studi è stato messo in luce come anche il semplice arredamento di una stanza possa influenzare, nei due sessi, le preferenze espresse in un questionario sui propri interessi.

Come dicono Elizabeth Spelke e Ariel Grace:

I tratti di personalità che si ritrovano tipicamente in una certa professione spesso vengono erroneamente ritenuti necessari per poterla esercitare“(Cheryan et al., 2009).

Come salvarsi dalla minaccia dallo Stereotipo ?

Esiste qualche modo per salvarsi dall’influenza della minaccia dello Stereotipo ?

Sì, ma rischiamo di pagarlo a caro prezzo. E’ stato visto che le studentesse dell’Università di Stanford, che vanno bene in matematica, nonostante la pressione dello stereotipo, sono quelle che considerano come meno importanti, e quindi trascurano, quei comportamenti che si presumono incompatibili con la matematica come: truccarsi, essere emotive e desiderare dei figli (Pronin, Steele & Ross, 2004).

Le minoranze soggette a una minaccia da stereotipo si trovano a dover gettare a mare certe componenti della loro identità, per cercare di restare a galla nelle acque dominate dalla maggioranza. Tuttavia, se il prezzo da pagare è quello di abbandonare parti fondamentali del proprio sè, alla fine qualcuno può preferire che la nave affondi.

L’influenza degli stereotipi sulla scalata sociale

Per quanto riguarda la scalata sociale emerge come lo stesso comportamento che migliora lo status di un uomo, inevitabilmente renda una donna meno popolare.

La sociologa Christine Williams ha coniato il termine “scala mobile di vetro” per sintetizzare la sua scoperta: oggi gli uomini che svolgono lavori tradizionalmente considerati femminili come quelli di infermiere, bibliotecario e insegnante sono oggetto di pressioni invisibili che li spingono a fare carriera.

Come se fossero su una scala mobile, devono impegnarsi per restare fermi. Questo ovviamente accade solo per i maschi di razza bianca. (Williams, 1992; Wingfield, 2009)

Differenze psicologiche tra Uomini e Donne : Le esclusioni non finiscono mai.

“Lasciamo pure che le donne conducano la loro crociata per una generazione o forse due… a quel punto le donne scopriranno che la galanteria e la cavalleria dei gentiluomini saranno svanite, e in loro vece si leverà un rozzo potere maschile che porrà le donne dove esso vorrà”

William Sedgwick, 1914.

Gli affari in alcune metropoli come Londra vengono spesso siglati in locali di intrattenimento per adulti. Questo fa sì che le donne vengano automaticamente poste in una posizione difficile, se non impossibile, nell’ambito dei lavori di compravendita finanziaria. Anni fa gli affari venivano siglati in club per gentiluomini che vietavano l’ingresso alle donne, oggi lo si fa in locali di lap dance che si limitano ad intimidirle (Lynn, 2006).

Un sondaggio condotto tra professionisti ed ex professionisti di Wall Street ha dimostrato come questi dessero per scontato che i loro clienti – organizzazioni costituite principalmente da maschi bianchi – preferissero trattare con altri maschi bianchi. Quindi donne e maschi non bianchi erano esclusi dalle occupazioni a contatto con i clienti, che sono anche le più remunerative. (Roth, 2004).

Differenze psicologiche tra Uomini e Donne e faccende domestiche

Anche quando lei ha un impiego e lui no, è la moglie a sbrigare la maggior parte delle faccende di casa.

Sarà per una differenza biologica ?

Gray nel suo libro “Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere“, e altri autori famosi, hanno cercato coraggiosamente di sostenere che sbrigare le faccende domestiche quotidiane in realtà, porta benefici esclusivi alle donne, comprese quelle che svolgono professioni impegnative… anzi sopratutto a loro.

L’idea di Gray è che la donna che lavora, si sia allontanata dalla sua tradizionale sfera famigliare fatta di neonati, bambini e faccende di casa. Questo ha comportato una drastica riduzione dei suoi livelli di ossitocina nel sangue.

Svolgere faccende di casa riporterebbe i livelli di ossitocina a un livello normale. L’ Ossitocina è un ormone presente solo nei mammiferi che svolge un ruolo cruciale nella formazione dei legami e delle interazioni sociali.

Secondo la teoria di Gray svolgere le incombenze di casa ha un effetto nocivo sugli uomini, perché per loro è prioritario svolgere quei compiti che li portano a produrre testosterone, un altro ormone.

Mi preme dire che questa teoria, che viene proposta come verità assoluta, non è mai stata dimostrata sperimentalmente. Inoltre anche gli uomini producono Ossitocina, così come anche le donne producono Testosterone.

Come conclude la Fine: possiamo solo sperare che la signora Gray trovi alquanto gratificante che la sua produzione di Ossitocina aumenti ogni volta che deve ricordare al marito dove vanno messi i piatti.

Basta essere delle persone pensanti per avere dei dubbi riguardo questa teoria sulla segregazione endocrinologica dei compiti casalinghi.

La neutralizzazione della devianza di genere

I sociologi ne hanno proposta una più sensata, che chiama sempre in causa, guarda un po’, gli stereotipi e il concetto di genere.

E’ il fenomeno della “neutralizzazione della devianza di genere“.

In sintesi, i coniugi collaborano per contrastare il disagio che si crea quando una donna spezza il tradizionale contratto matrimoniale assumendo il ruolo di sostegno principale della famiglia.

Quando infatti le mogli hanno una paga più alta del marito riferiscono di sbrigare la maggior parte delle faccende domestiche e dell’educazione dei figli.

Inoltre la coppia cambia i propri concetti di cosa voglia dire sostenere la famiglia e del modo in cui vengono prese le decisioni, questo per far sì che l’uomo mantenga la definizione di pater familias.

Così, anche quando i partner sembrano essere d’accordo, a livello razionale e teorico, nella pratica si nota come se è la donna a percepire il reddito più alto all’interno di una relazione, questa non abbia lo stesso potere che sarebbe invece attribuito a un uomo, all’interno di una matrimonio più convenzionale. (Tichenor, 2005)

Differenze psicologiche tra Uomini e Donne, gli ormoni davvero non contano niente ?

Alcuni autori non sono convinti da queste spiegazioni e continuano a chiamare in causa differenze ormonali. Tra questi oltre al nostro amico Gray, conosciuto prima, vi è Louann Brizendine.

Gli ormoni e la biologia tuttavia, appaiono molto più flessibili di quanto lo siano gli stereotipi. Gli stimoli presenti nell’ambiente modificano i nostri livelli ormonali, infrangendo quella barriera fittizia, che talvolta crediamo esistere, tra biologia interna ed ambiente esterno.

Differenze psicologiche tra Uomini e Donne, cambiamenti ormonali nella madre e nel padre.

Non solo gli ormoni della madre, ma anche quelli del padre cambiano quando si diventa genitori. Anche nell’uomo è stato dimostrato che, nel periodo limitrofo alla nascita di un figlio, i livelli di testosterone vengono soppressi e aumenta la Prolattina, l’ormone della lattazione (Wynne-Edwards & Reburn 2000). Purtroppo le ricerche in questo ambito sono poche, e non fanno tendenza come quelle che concordano con gli stereotipi oggi in voga.

Alcuni studi hanno dimostrato che quando il padre è davvero compartecipe nelle responsabilità e nei piaceri della crescita del figlio, questi sviluppa nei confronti del figlio lo stesso legame stretto che normalmente associamo alla relazione con la madre (Deutsch, 1999).

Non siete ancora convinti ?

Guardiamo i ratti.

I ratti maschi, non sono soggetti ai cambiamenti ormonali che interessano le femmine di ratto, e quindi non presentano i comportamenti materni di queste, non si prendono mai cura della prole.

Tuttavia in un esperimento si è notato come mettendo un piccolo di ratto in una gabbia assieme a un maschio adulto, dopo qualche giorno quest’ultimo si occuperà del piccolo come se ne fosse la madre. Lo tiene pulito, lo porta in giro, lo tiene accanto a sè e addirittura costruisce per lui un nido accogliente (Rosenblatt, 1967).

Differenze psicologiche tra Uomini e Donne, stessi circuiti cerebrali.

Questo esperimento ci dimostra che i circuiti neurobiologici preposti alle cure genitoriali sono presenti anche nel cervello maschile, persino in una specie in cui le cure paterne normalmente non esistono. E se succede per un ratto maschio, forse ce la possiamo fare anche noi umani.

Oltrettutto per il “principio di parsimonia“, anche da un punto di vista evoluzionistico ha senso che il comportamento di accudimento paterno e materno siano omologhi a livello neurale ed endocrino (Wynne-Edwards, 2001).

Non ci sono differenze psicologiche tra Uomini e Donne ?

Forse bisorrebbe rendersi conto che uomini e donne non sono uguali, ma sono ugualmente liberi di esprimere la loro natura sostanzialmente differente?

Infatti nonostante la contraccezione, la legge sulle pari opportunità e la libertà economica, scelte e percorsi dei due sessi continuano a divergere. Le differenze di genere, sono davvero un problema da risolvere? O bisogna smette di pensare che uomini e donne dovrebbero condurre esistenze simili?

Forse esiste davvero qualche differenza biologica ? Per cui gli uomini hanno un cervello più incline alla logica e le donne all’empatia?

Se fosse così allora la segregazione orizzontale (la diversa concentrazione di uomini e donne in determinati settori e occupazioni) e la segregazione verticale (la concentrazione più alta di uomini nei livelli gerarchici più elevati in tutti i campi professionali) sarebbero inevitabili. Sarebbe quindi insensato e controproducente l’obiettivo di una perfetta uguaglianza tra i sessi.

Sembra che la società influenzi invece anche le preferenze lavorative delle persone. Infatti esistono società in cui gli uomini si aspettano di trovare la felicità non nel lavoro, ma nelle relazioni, nella famiglia e negli amici.

Ad esempio nella repubblica di Armenia entrambi i sessi sono determinati a svolgere una professione che garantisca un buon tenore di vita e stabilità economica, ma ritengono che la fonte di felicità per il loro popolo siano la famiglia, gli amici e le relazioni.

In queste società la segregazione orizzontale e quella verticale sono molto ridotte o sembrano quasi non esserci (Gharibyan, & Gunsaulus, 2006).

Charles e Bradley sostengono che quando il guadagno non ha più la massima priorità, uomini e donne posso “cercare di comprendere ed esprimere il loro vero sè”. Secondo queste ricercatrici infatti nei nostri paesi occidentali stiamo “assecondando i nostri Sè di genere” e non la nostra vera essenza. (Charles & Bradley, 2009).

Non ci sono differenze psicologiche tra Uomini e Donne ?

Forse bisorrebbe rendersi conto che uomini e donne non sono uguali, ma sono ugualmente liberi di esprimere la loro natura sostanzialmente differente?

Infatti nonostante la contraccezione, la legge sulle pari opportunità e la libertà economica, scelte e percorsi dei due sessi continuano a divergere. Le differenze di genere, sono davvero un problema da risolvere? O bisogna smette di pensare che uomini e donne dovrebbero condurre esistenze simili?

Forse esiste davvero qualche differenza biologica ? Per cui gli uomini hanno un cervello più incline alla logica e le donne all’empatia?

Se fosse così allora la segregazione orizzontale (la diversa concentrazione di uomini e donne in determinati settori e occupazioni) e la segregazione verticale (la concentrazione più alta di uomini nei livelli gerarchici più elevati in tutti i campi professionali) sarebbero inevitabili. Sarebbe quindi insensato e controproducente l’obiettivo di una perfetta uguaglianza tra i sessi.

Sembra che la società influenzi invece anche le preferenze lavorative delle persone. Infatti esistono società in cui gli uomini si aspettano di trovare la felicità non nel lavoro, ma nelle relazioni, nella famiglia e negli amici.

Ad esempio nella repubblica di Armenia entrambi i sessi sono determinati a svolgere una professione che garantisca un buon tenore di vita e stabilità economica, ma ritengono che la fonte di felicità per il loro popolo siano la famiglia, gli amici e le relazioni.

In queste società la segregazione orizzontale e quella verticale sono molto ridotte o sembrano quasi non esserci (Gharibyan, & Gunsaulus, 2006).

Charles e Bradley sostengono che quando il guadagno non ha più la massima priorità, uomini e donne posso “cercare di comprendere ed esprimere il loro vero sè”. Secondo queste ricercatrici infatti nei nostri paesi occidentali stiamo “assecondando i nostri Sè di genere” e non la nostra vera essenza. (Charles & Bradley, 2009).

Differenze psicologiche tra Uomini e Donne, Neurosessismo

All’inizio della vita, nel grembo materno, i feti di entrambi i sessi hanno le stesse gonadi primordialineutre“. Verso la sesta settimana di gestazione, un gene del cromosoma maschile Y determina la trasformazione delle gonadi primordiali del feto maschio in testicoli, del feto femmina in ovaie.

Differenze psicologiche tra Uomini e Donne il testosterone fetale e l’ipotesi “organizzativo-attivazionale”.

E’ stata dunque formulata un’elegante ipotesiorganizzativa-attivazionale“. Secondo questa teoria lo stesso ormone coinvolto nello sviluppo degli organi genitali maschili organizza il cervello stabilmente in modo maschile. La seconda parte di questa ipotesi ritiene che i circuiti, così creati, vengano attivati dopo la pubertà dagli ormoni sessuali.

I ratti maschi castrati sono più simili alle femmine sotto diversi aspetti, come la tendenza all’aggressività e la difficoltà nel percorrere labirinti.

Ci siamo dunque!

Finalmente abbiamo trovato la spiegazione biologica delle differenze di genere.

Il testerone prenatale negli esseri umani potrebbe creare nel cervello dei due sessi differenze permanenti, che a loro volta determinano differenze nelle capacità cognitive e nel comportamento ?

E’ un’ipotesi plausibile ma, come sottolineano alcuni ricercatori è rischioso estrapolare dati dai ratti e uccelli per applicarli agli uomini.

Mentre possiamo fare analogie tra il pene di un roditore e quello di un essere umano, e quindi sugli effetti del testosterone nello sviluppo degli organi sessuali, il cervello di un roditore non può essere in nessun modo paragonato a quello di un uomo. Si ok, in alcuni casi si può fare 🙂 Dunque dovremmo andare cauti con i paragoni.

E’ stato dimostrato che le femmine di scimmie Rhesus trattate prima della nascita con testosterone non sono più aggressive delle femmine non trattate, e queste ultime non sono meno aggressive dei maschi (Wallen, 1996).

Differenze psicologiche tra Uomini e Donne, differenze neuroanatomiche

Ad oggi, le uniche differenze neuroanatomiche che sono state riscontrare tra maschi e femmine, anche nel cervello dei roditori esposti al testosterone, è l’ingrandimento di una piccola area del tronco cerebrale, che guarda caso innerva il pene.

Oltretutto la dimensione di quest’area non è una conseguenza diretta degli effetti del testosterone sul cervello, ma dipende direttamente dalle cure materne, che sono stimolate dai livelli di testosterone urinari (Moore, 1992).

Quindi le esperienze sociali mediano la relazione tra ormoni sessuali e comportamento. E’ pericoloso dunque, oltre che inesatto saltare direttamente dagli ormoni al comportamento.

Differenze psicologiche tra Uomini e Donne, gli esperimenti che dimostrano differenze cerebrali innate

Per difendere una supposta differenza di genere cerebrale e comportamentale innata, vengono citati numerosi esperimenti sulle abilità empatiche e di sistematizzazione dei neonati. Il problema è che questi studi presentano numerosi limiti metodologici (Connellan et al., 2000).

In questi studi ad esempio gli stimoli erano proposti ai neonati in maniera scorretta, con il rischio di creare bias. Non veniva inoltre tenuto in considerazione il fatto che i neonati non sono in grado di mettere a fuoco gli oggetti, per i quali avrebbero espresso differenti preferenze (Nash & grossi, 2007).

“Se si pretende di aver trovato nientemeno che la prova biologica della stratificazione della società in base al sesso, usare una metodologia che regga a un’esame approfondito di certo aiuta” (Fine, 2011).

Recentemente è stato condotto uno studio analogo, ma con metodologia corretta. Indovinate quali sono stati i risultati?

Non è stata rilevata nessuna differenza nelle preferenze per diversi oggetti nei neonati, una differenza invece diventava invece già apprezzabile dopo i primi 3 mesi di vita.

I ricercatori concludono suggerendo come “il modello di comportamento tipizzato rispetto al genere non sia innato, bensì venga appreso nella prima infanzia“(Leeb & Resjskind, 2004).

Come conclude la Fine: “E’ sconcertante la discrepanza tra la debolezza dei dati scientifici da un lato e la forza delle affermazioni riguardo le supposte differenze comportamentali di genere” (Fine, 2011).

Le differenze neurobiologiche: dalle bilance e il metro a nastro alla risonanza magnetica funzionale

Charles L. Dana, illustre neurologo scrisse sul New York Time nel 1915:

“Esistono alcune differenze fondamentali tra le strutture ossee e nervose delle donne e quelle degli uomini. Il tronco cerebrale della donna è relativamente più largo, la corteccia cerebrale e i gangli basali sono più piccoli; la metà inferiore, che controlla la pelvi e gli arti, è molto più larga. Queste differenze strutturali sono alla base delle differenze tra i due sessi”.

A inizio ‘900 le supposte differenze biologiche tra cervello maschile e femminile venivano misurate con il metro a nastro e le bilance. Oggi ci serviamo della risonanza magnetica funzionale e delle neuroimmagini, che crediamo essere metodi supersofisticati e all’avanguardia. Tuttavia non dobbiamo dimenticarci che un tempo misurare con un metro a nastro il cranio di una persona era considerato un metodo supermoderno e preciso. Insomma rischiamo ricadere nelle stesse trappole del passato.

Quali differenze sono reali e quali spurie?

Il primo concetto da tenere presente è il così detto bias di pubblicazione. 19 studi su 20 non trovano differenze tra maschi e femmine, ma la cosa non viene menzionata; mentre l’unica volta su 20 che si trova una diversità, allora probabilmente verrà pubblicata (Hines, 2004).

Differenze psicologiche tra Uomini e Donne: la lateralizzazione emisferica

Secondo alcuni neuroscienziati le tecniche di neuroimmagine mostrano che i maschi tendano ad utilizzare di più l’emisfero sinistro, sono più lateralizzati. Le donne utilizzerebbero entrambi gli emisferi invece, il loro cervello sarebbe infatti dotato di un corpo calloso più spesso e bulboso, in grado di connettere meglio tra di loro gli emisferi.

Studi meticolosi hanno messo in dubbio questa teoria. Le bambine con Iperplasia surrenale congenita, cioè esposte ad altissime dosi di testosterone fetale, non presentano differenze neuroanatomiche rispetto alle altre bambine. Allo stesso modo gli effetti degli ictus a uno degli emisferi non hanno dimostrato conseguenze differenti tra uomini e donne (Sommer et al., 2004).

Possiamo dunque dire ciao alla teoria della lateralizzazione!

Un’ampia metanalisi ha così concluso: “La convinzione ampiamente diffusa che le donne abbiano un splenio del corpo calloso più spesso degli uomini e, di conseguenza pensino in modo diverso, è insostenibile” (Wallentin, 2009).

Sebbene la teoria della lateralizzazione si sia dimostrata inconsistente è stata cavalcata da molti autori, opinionisti e pseduoscienziati.

Allan e Barbara Pease hanno fondato su questa teoria gran parte del loro libro “Perchè le donne non sanno leggere le cartine e gli uomini non si fermano mai a chiedere“.

Michael Gurian propone corsi per insegnanti e genitori sulle supposte differenze di genere innate.

John Gray l’ha estremizzata con fantasia in “Why Mars and Venus Collide“, utilizzandola come spiegazione scientifica del perché gli uomini si scordino di comperare il latte.

“Presi dall’ entusiasmo per aver trovato una spiegazione neurologica al menefreghismo maschile e alla sottorappresentazione femminile all’Università della rotazione mentale, la gente non si è accorta che il terreno empirico le è venuto a mancare sotto i piedi” (Fine, 2011).

Differenze psicologiche tra Uomini e Donne: cervelli diversi per essere ancora più simili?

Geert De Vries, neuroendocrinologo ha spiegato che è istintivo supporre che maschi e femmine abbiano cervelli differenti per comportarsi in maniera differente. Tuttavia, bisogna sempre tenere in considerazione la possibilità che le differenze del cervello di maschi e femmine possano “avere l’effetto opposto: ossia possano prevenire differenze sessuali nelle funzioni e nel comportamento manifesti, compensando le differenze sessuali nella fisiologia“.

Per esempio: un numero inferiore di neuroni in una particolare regione cerebrale può essere compensato da una maggiore produzione di neurotrasmettitori per neurone (De Vries, 2003).

Nell’arvicola della prateria, maschi e femmine contribuiscono in egual misura alla cura dei piccoli. Nelle femmine il comportamento genitoriale è attivato da cambiamenti ormonali, mentre negli uomini è innescato da una regione cerebrale, il setto laterale che hanno molto più sviluppato delle donne.

Alcune differenze neurali dunque sono inconsistenti perché sono controbilanciate da altre differenze compensative, mentre altre sono semplicemente percorsi alternativi che portano allo stesso comportamento finale.

E’ stato dimostrato ad esempio che non sia il sesso, quanto la dimensione del cervello in assoluto, ad essere correlata inversamente alla grandezza corpo calloso.

Nel suo libro Maschi = Femmine la Fine smonta ad una ad una, con tanto di referenze scientifiche, tutte le neuroassurdità che sono state pronunciate sulle differenze tra uomini e donne.

I limiti della risonanza magnetica funzionale

Moltissime delle supposte differenze biologiche tra uomini e donne sono state studiate con la risonanza magnetica funzionale. Questi studi oltre ad avere dei limiti metodologici potrebbero essere viziati dai limiti di questa metodica.

Molti ricercatori sono concordi nell’affermare che i criteri che definiscono la significatività statistica di una differenza negli studi di risonanza sono spesso troppo laschi.

Alcuni studiosi hanno eseguito una Risonanza magnetica funzionale a un salmone atlantico mentre gli mostravano delle fotografie con una certa carica emotiva. Al salmone – che va detto, “non era vivo al momento della scansione” – venne “chiesto di determinare quale fosse l’emozione che l’individuo della foto stava provando“.

Utilizzando delle procedure statistiche standard gli studiosi hanno riscontrato una significativa attività cerebrale in una piccola regione del cervello del pesce morto mentre eseguiva il compito di empatia, rispetto all’attività cerebrale durante la fase di “riposo”.

Dunque la conclusione dei ricercatori non è certo che questa specifica regione del cervello sia coinvolta nel processo di empatia dei pesci post-mortem, ma che il tipo di soglie statistiche usate negli studi di neuroimaging siano inadeguate e lascino spazio a troppi risultati spuri (Bennet, 2009).

Le generazioni future potrebbero in futuro guardare alle odierne interpretazioni dei dati delle neuroimmagini con lo stesso sconcertato divertimento che oggi riserviamo alle ipotesi di inizio Novecento sulla rilevanza delle differenze sessuali nella dimensione del midollo spinale.

Differenze psicologiche tra Uomini e Donne: Donne Multitasking, intuitive ed emotive?

Ok, almeno questa differenza sarà vera dai..

“Occorre fare attenzione perché le ipotesi di alcuni studiosi evolvono rapidamente nelle colorite invenzioni del neurosessismo da cultura di massa – sottospecialità all’interno della più ampia disciplina delle neurosciocchezze” Fine, 2011.

Numerosi scienziati, anche con un curriculum importante come Louann Brizendine, sotto l’elegante manto delle neuroscienze propugnano i soliti stereotipi.

Le donne sarebbero più intuitive, multitasking e comprenderebbero meglio le emozioni. Gli uomini sono più razionali e capaci di sistematizzare.

La Brizendine ha proposto le proprie teorie nel libro “Il cervello delle donne“.

La rivista Nature, una delle più prestigiose in ambito scientifico ha recensito questo testo così:

“Nonostante le ampie credenziali accademiche dell’autrice, è disseminato di errori scientifici e risulta fuorviante riguardo i processi dello sviluppo cerebrale, il sistema neuroendocrino e la natura delle differenze dei sessi in generale. Il testo è pieno di fatti che non esistono nelle citazioni di supportoYoung & Balaban, 2006.

Se siete interessati, nell’articolo su Nature e nel libro della Fine trovate analizzate punto per punto tutte le inesattezze che la Brizendine utilizza per portare avanti il proprio punto di vista.

Quello che ci insegnano il libro della Fine e il potere degli stereotipi è:

Non permettere a nessuno stereotipo di dirti chi devi essere o come dovresti comportarti.

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